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comunicato/press release

MOSTRE/SHOWS > "Dialoghi incantati"

In concurrence with ArtVerona fair, the show “Enchanted Dialogues: Brooches in Tribute of Verona”, curated by Nunzia De Feo and organized by associazione Nurò under the patronage of  Verona’s Town Council and Verona’s Province, with Agriform's from Sommacampagna (VR) , Cantina Castelnuovo del Garda's (VR) and Voglia di Buono's from Nogara (VR) contribution, it has been set-up thanks to the foresight and generosity of Verona’s Cathedral (www.cattedralediverona.it).

Given the pressing economic stagnation, Monsignor Antonio Finardi, Verona’s Cathedral Pastor, aware that having a job is inseparable from a human being’s dignity, asserts:  "It is important to encourage and be close to those who are actively involved in experimenting and exploring new possibilities and  solutions".

As the title suggests, the show invites visitors to engage with the artifacts displayed in intimate and spontaneous conversations inside of which old memories, disjointed emotions and forgotten anecdotes can emerge.

The exhibited works evoke Verona's yesterdays and todays along with its territory, open windows on its future in an all-round vision that embraces the enviable artistic and cultural heritage by virtue of which, Verona has been declared World Heritage Site by Unesco. Moreover, thanks to their mixing painting, architecture, sculpture, poetry, design and technical expertise, they easily pose themselves into a genre of goldsmith research called "sensitized jewelry" (Bernabei, 2011, p. 37).

The event, indeed, focuses on ornaments for the body within  conventional or reduced sizes, showing a renewed interest in color, a clear crossing of two-dimensionality, a strong and indomitable attractiveness for alternative materials without disdaining the recycled ones and finally a re-evaluation of the wearability premise.

These pieces seem to remind us of the precious teachings of Bauhaus professor Johannes Itten.  In his 1961 treatise  he shows that color in painting, as well as disclosing the author’s chromatic DNA, can carry out three different values, one inseparable from the other: conventional-symbolic, able to impart a meaning preconceived a priori  inside a group identity, expressive, committed to effectively enhance the subject which it refers to, or realistic, stretched out to transfer tangible elements accurately. To cite an example, the expressive use of pure color that reininvigorates shapes by Corrado de Meo matches either the symbolic one of Martha Pachon or the realistic one of Vicky Ambery-Smith.

In addition, their combinations and assemblies of different flat surfaces and rounded forms, clearly reveal their debt to Avant-Garde sculpture and architecture thanks to which they can master space with increasing security  and distinctly conquer  three-dimensionality.
Maybe due to the costly price of precious metals and of an inventiveness devoid from the oppression of having to satisfy status symbol needs, the protagonists are ceramic and glass beads next to enamels and cameos without neglecting resins, silicone, semi-precious stones, natural yarns, fabrics and feathers as well as brass, copper and thickly coated silver, colored or even lacquered in the Japanese way, and lastly residues from recycling.

Final consignee of these brooches, although mediated by the garment, which it will inevitably  be based on, is the human body since jewels, as is now widely recognized (Bernabei 2011), lose their identity and their value when separated from it.

The essence of these brooches is similar to poetry, vivid and concrete evidence of their makers’ workmanship, able to combine the legacy of never died down manual skills, of craft traditions and / or technological virtuosity derived from the design world with a free mind and a generous heart. Indeed, if a design can be projected with the rationality of the human mind then passion and personal insight will guide its execution.

THE EXHIBITION SET-UP
Three are the thematic areas that constitute the main focus of the event:
-architecture of Verona: monuments and dynamism
- Verona in the past: customs and cultural traditions
- paths: growing in "Hope".

THE PARTECIPANTS
Invited to deal with the ambitious project are some leading figures in the international contemporary jewelry world next to young talents from different countries outside of Europe, too. They are joined by the artist Anna Galtarossa, arised to world attention thanks to the Moroso Award in 2011, who, for the first time, confronts herself with a jewel.
LUIS ACOSTA (AR/NL), VICKY AMBERY-SMITH (UK), LUIGI BARATO (IT), LEAH BECKER (USA), ALICA JANE BOSWELL (USA), LILIA BREYTER (AR), PAULA BREYTER (AR), PAULA BRUNO (AR), ISABELLE BUSNELL (UK), MARIANO CONTIN (IT), CINZIA COSTANTINI/STEFANIA GERBO (IT), PATRICIA CRUZ (IT),  NUNZIA DE FEO (IT), CORRADO DE MEO (IT), PIERALBA DE ROSA (IT), LUISA DE SANTI (IT), CLARA DEL PAPA (IT), SUZANNE ESSER (NL), ANNA GALTAROSSA (IT), LUCIA GIGENA (UY), SUZANNE GOLDEN (USA), MARIANNA HADASS (UK), JOANNE HAYWOOD (UK), ROBERTA HIBBERD (UK), AGNIESZKA KIERSZTAN (IT), RITA MARTINEZ (CR/IT), MIKIKO MINEWAKI (JP), MARIA ROSA MONGELLI (AR), VIKTORIA MUNZKER (AT), MARTHA PACHON (IT), MABEL PENA (AR), PAOLA PEREZ (COL), PATRIZIA POLESE (IT), ZOE ROBERTSON (UK), NIKI STYLIANOU (GR), DAVINIA TORIJA (ES), JULIE USEL (UK), STELLA VALENCIA (CR), DAVIDE ZAMBON (IT), MELANIA ZUCCHI (IT).

BIBLIOGRAPHY
Bernabei,  R., 2011. Contemporary Jewellers. London: Bloomsbury Academic.
Itten, J., 2002. Arte del colore. Milano, 3° ed. : il Saggiatore.

Nunzia De Feo
September 2013

In concomitanza con la fiera ArtVerona, la mostra “Dialoghi incantati: spille in omaggio a Verona”, curata da Nunzia De Feo ed organizzata dall’associazione Nurò con il patrocinio del Comune di Verona e della Provincia di Verona e con il contributo di Agriform di Sommacampagna (VR), Cantina Castelnuovo del Garda (VR) e Voglia di Buono di Nogara (VR) è stata possibile grazie alla lungimiranza e generosità della Cattedrale di Verona (www.cattedralediverona.it).

Di fronte alla pressante stagnazione economica, Mons. Antonio Finardi, Parroco della Cattedrale di Verona, consapevole che il lavoro è inscindibile dalla dignità della persona, afferma: << E’ importante incoraggiare ed essere vicino a quanti sono attivamente impegnati nello sperimentare e percorrere nuove possibilità e soluzioni>>.

Come il titolo suggerisce, l’esposizione invita i visitatori ad instaurare con i manufatti esposti un’intima e spontanea conversazione nella quale possano riaffiorare ricordi sedimentati, emozioni sconnesse ed aneddoti dimenticati.

Le opere esposte rievocano la Verona di ieri e d’oggi insieme al suo territorio, lasciano intravedere spiragli sul suo futuro in una visione a tutto tondo che abbraccia l’invidiabile patrimonio artistico e culturale in virtù del quale la città scaligera è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.  Inoltre, grazie al loro mixare pittura, architettura, scultura, poesia, perizia tecnica e design, si innestano facilmente nel filone di una certa ricerca orafa definita anche “sensitized jewellery” ossia gioielleria “sensibilizzata” (Bernabei, 2011, p. 37).

La mostra, infatti, focalizza l’attenzione su ornamenti per il corpo, dalle dimensione contenute e/o ridotte, che mostrano un rinnovato interesse per il colore, un netto superamento dello scoglio della bidimensionalità, una spiccata ed indomabile predilezione per materiali alternativi senza disdegnare quelli riciclati ed infine una rivalutazione del cardine dell’indossabilità.

Questi pezzi sembrano rievocare i preziosi insegnamenti del professore della Bauhaus, Johannes Itten. Costui, nel suo trattato (1961), dimostra che il colore nella pittura oltre a rivelare il DNA cromatico dell’autore, può assumere tre diverse valenze, l’una inscindibile dall’altra:  convenzionale-simbolica, capace di conferire un significato predeterminato a priori nella cerchia d’appartenenza,  espressiva, impegnata a risaltare con efficacia il contenuto al quale si riferisce oppure realistica, protesa a trasferire con fedeltà dati tangibili. Per citare un esempio, all’uso espressivo, del colore puro che rinvigorisce la forma di Corrado De Meo fanno eco quello in chiave simbolica di Martha Pachon oppure realistico di Vicky Ambery-Smith.
Inoltre, nei loro accostamenti ed assemblaggi di piani diversi e di forme bombate,  svelano nettamente il loro debito con la scultura e l’architettura d’Avanguardia grazie al quale riescono a padroneggiare con sempre maggiore sicurezza lo spazio ed a conquistare  distintamente la tridimensionalità.
A causa forse dal prezzo oneroso dei metalli preziosi e di un’inventiva scevra dall’oppressione di dover appagare anche esigenze da status symbol,  protagonisti sono ceramica e  perline di vetro accanto a smalti a fuoco ed a cammei senza tralasciare resine, silicone, pietre semi-preziose, filati naturali, tessuti e piume oltre ad ottone, rame ed argento spesso patinati, colorati o addirittura laccati alla giapponese per concludere con residui da riciclo.

Referente finale di queste spille, sebbene mediato dal capo d’abbigliamento sul quale inevitabilmente poggerà, è il corpo umano in quanto il gioiello, come ormai ampiamente riconosciuto  (Bernabei 2011), perde la sua identità ed il suo valore quando è separato da esso.

L’ essenza di queste spille consiste nell’essere al pari della poesia, testimonianza viva e concreta della maestria dei loro artefici, capace di coniugare abilità manuali retaggio di mai sopite tradizioni artigianali e/o virtuosismi tecnologici derivati dal mondo del design con una mente libera ed un  cuore generoso. Se infatti si può disegnare un progetto con la razionalità del cervello umano saranno poi passione ed intuito personale a guidarne l’esecuzione.

IL PERCORSO ESPOSITIVO
Tre sono le aree tematiche che costituiscono il perno dell’evento:
-le architetture di Verona:  monumenti e dinamismo
-Verona  a ritroso: consuetudini e tradizioni culturali
-sentieri: crescere nella “Speranza”.

I PARTECIPANTI
Invitati a cimentarsi con l’ambizioso progetto sono alcune figure di spicco della gioielleria d’autore internazionale  accanto a giovani talenti provenienti da realtà geografiche anche extra europee. A loro si aggiunge l’artista Anna Galtarossa, balzata all’attenzione mondiale grazie alla vittoria del Premio Moroso nel 2011, che, per la prima volta, si confronta con il tema del gioiello.
LUIS ACOSTA (AR/NL), VICKY AMBERY-SMITH (UK), LUIGI BARATO (IT), LEAH BECKER (USA), ALICA JANE BOSWELL (USA), LILIA BREYTER (AR), PAULA BREYTER (AR), PAULA BRUNO (AR), ISABELLE BUSNELL (UK), MARIANO CONTIN (IT), CINZIA COSTANTINI/STEFANIA GERBO (IT), PATRICIA CRUZ (IT),  NUNZIA DE FEO (IT), CORRADO DE MEO (IT), PIERALBA DE ROSA (IT), LUISA DE SANTI (IT), CLARA DEL PAPA (IT), SUZANNE ESSER (NL), ANNA GALTAROSSA (IT), LUCIA GIGENA (UY), SUZANNE GOLDEN (USA), MARIANNA HADASS (UK), JOANNE HAYWOOD (UK), ROBERTA HIBBERD (UK), AGNIESZKA KIERSZTAN (IT), RITA MARTINEZ (CR/IT), MIKIKO MINEWAKI (JP), MARIA ROSA MONGELLI (AR), VIKTORIA MUNZKER (AT), MARTHA PACHON (IT), MABEL PENA (AR), PAOLA PEREZ (COL), PATRIZIA POLESE (IT), ZOE ROBERTSON (UK), NIKI STYLIANOU (GR), DAVINIA TORIJA (ES), JULIE USEL (UK), STELLA VALENCIA (CR), DAVIDE ZAMBON (IT), MELANIA ZUCCHI (IT).

BIBLIOGRAFIA
Bernabei,  R., 2011. Contemporary Jewellers. London: Bloomsbury Academic.
Itten, J., 2002. Arte del colore. Milano, 3° ed. : il Saggiatore.


Nunzia De Feo
Settembre 2013

 
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